Il Comune decide dopo quasi vent’anni di non emettere l’ordinanza anti prostituzione, ma il centrodestra non ci sta e chiede che l’atto venga subito ripristinato. E’ stato un botta e risposta molto acceso quello andato in scena ieri pomeriggio in Consiglio comunale. I consiglieri comunale Nicola Volpi (Fratelli d’Italia) e Margherita Scoccia hanno infatti chiesto venisse discussa una mozione urgente (richiesta respinta) in cui hanno chiesto l’adozione di una ordinanza sindacale "per il contrasto della prostituzione su strada, del degrado urbano, delle criticità igienico-sanitarie e di altre problematiche". Il tema, per i proponenti, rivestiva carattere di urgenza visto l’avvicinarsi del periodo estivo in cui la prostituzione su strada tende a intensificarsi. Il caso è emerso proprio all’indomani della notizia che il Comune aveva deciso di non fare ordinanza in merito. La prima fu emessa nel 2008, quando sindaco era Renato Locchi: decisione che non tutti gli assessori gradirono. Ordinanza che in pratica sanziona i clienti delle prostitute (con 450 euro) anche se si avvicinano al parcheggio ai la marciapiedi dove attendono il cliente di turno. Volpi, infatti, ha ricordato che negli ultimi anni il Comune "ha sempre adottato specifiche ordinanze e rinunciarvi significherebbe lasciare prive di strumenti zone già oggi fortemente esposte al fenomeno della prostituzione. Anche se la Questura non ha ravvisato particolari problematiche di ordine pubblico e di sicurezza urbana tali da richiedere un intervento – ha aggiunto –, l’assenza di criticità in questo ambito non significa che il fenomeno non esista". E qui è intervenuto il consigliere delegato alla Sicurezza urbana, Antonio Donato (M5s) per motivare la non urgenza del provvedimento, che, ha detto, "si basa su un presupposto errato: l’ordinanza contingibile e urgente è un atto di natura straordinaria che presuppone precisi requisiti previsti dalla legge e un’adeguata istruttoria a cui il Comune ha partecipato in sede di comitato per ordine e sicurezza pubblica. Anche se al momento non vi sono i presupposti tecnici e giuridici necessari per adottare il provvedimento, ciò non significa che le forze di polizia e i competenti uffici comunali, ciascuno per la propria parte, non continuino a fare la loro parte". A quanto pare la presenza dei cantieri del Metrobus (soprattutto in zona Settevalli) sarebbe un deterrente alla prostituzione su strada, proprio per l’impossibilità di utilizzare i marciapiedi.
L’ordinanza anti-prostituzione. Il Comune si ferma dopo vent’anni. Il centrodestra: "Sia ripristinata"
Per la prima volta dal 2008 l’atto che prevedeva multe da 450 euro per i clienti non è stato emesso. Ieri accesa discussione in Consiglio comunale: "Il problema esiste ancora: errore grave".









