La recente decisione unanime del Consiglio Comunale di Taranto di stoppare la diffusione di musica all’aperto dopo mezzanotte, sta sollevando pareri discordanti. La censurano le varie attività economiche legate al popolo della notte; la plaudono i cittadini che risiedono nelle vicinanze di dette attività, che vedono tutelato il loro diritto al riposo. Il fatto che tale decisione abbia incassato l’unanimità dei consensi, non lascia margine di incertezza sulle convinzioni di tutti i consiglieri comunali.

Chi scrive si è trovato nella situazione lavorativa di doversi alzare - per settimane - alle 4.45 senza aver dormito mai, dato che da un chiosco arrivava – a tutto volume – una selezione che comprendeva: “La mano arriba, cintura sola, da media vuelta, Danza Kuduro”, seguita da “Cuando esta noche tramonta el sol, mon amour, mon amour” e conclusa da “Senza sapere quando, andata senza ritorno. Ti seguirei fino in capo al mondo, all’ultimo secondo. Volerei da te, da Milano fino a Hong Kong”. Il disagio psicofisico permanente provocato queste canzoni trasmesse a volume altissimo nel cuore della notte, ha avuto come conseguenza l’incisione di frammenti dei loro testi nella mia memoria (più una raffica di jastéme da far impallidire il più sacrilego degli empi).