HomeEconomiaDue o tre poli bancari? All’Italia conviene un sistema contendibile. I tre scenari possibili (e il prezzo da pagare)Intesa, Unicredit, Bpm: la partita è ancora aperta. Lo strapotere di Carlo Messina, l’alleanza del Tesoro oppure Orcel punto di equilibrio: il risiko bancario interroga il Paese anche sul suo capitalismoCarlo Messina (Intesa), Giuseppe Castagna (Banco Bpm), Carlo Cimbri (Unipol), Luigi Lovaglio (Mps) e Andrea Orcel (Unicredit)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciMilano – Intesa, Unicredit, Bpm. La partita è ancora senza esclusione di colpi (anche di scena): ma all’Italia, alla fine, cosa conviene davvero? Sgomberando il campo dalle bandiere, gli esiti possibili sono essenzialmente tre, e ciascuno ha un prezzo.
Il primo è la vittoria piena di Intesa: lo strapotere di Messina. Una banca già numero uno che assorbe Mps-Mediobanca e si avvicina a Generali diventa un gigante senza rivali domestici: la “Ubs italiana”, per usare le parole del banchiere. Forza e stabilità, certo; ma anche un mercato più concentrato, con un solo attore capace di dettare le condizioni su credito e risparmio. La domanda da farsi è se a un Paese convenga un campione così dominante da non avere più contrappesi interni.











