Genova – Per Pasquale Criscuolo, segretario generale e direttore generale del Comune di Genova, le Zes, Zone economiche speciali, e le Zls, Zone logistiche semplificate sono “un’enorme opportunità”. Un modo per “attrarre nuove iniziative imprenditoriali, o supportare quelle già presenti, grazie a speciali condizioni funzionali ad agevolare investimenti e sviluppo”. Criscuolo cita i dati della Banca Mondiale: “Tra i quindici maggiori Paesi esportatori di prodotti ad alta tecnologia, ad esempio, figurano ben nove Paesi dotati di Zes”, e ricorda che "in Cina il maggior tasso di accelerazione dello sviluppo economico e sociale si è verificato nelle aree in cui il governo ha istituito le Zes”. Si riferisce a Shenzen, metropoli da 18 milioni di abitanti della Cina orientale, che con la sua politica di forti incentivi per le imprese, fino a otto volte superiori rispetto a quelli riconosciuti nei Paesi Ocse, una tassazione nelle Zone economiche speciali del 15% sul reddito delle società, rispetto all’aliquota ordinaria del 25%, procedure amministrative semplificate, ha avuto nel 2025 una crescita del Pil del 5,5%, attirando capitali internazionali. Anche il governo Meloni punta sulle Zes? "In Italia sono state istituite già nel 2017, per favorire lo sviluppo dell’economia di otto aree del Meridione, semplificando gli adempimenti amministrativi, e dando agevolazioni fiscali e doganali. Il governo Meloni ha istituito nel 2023 la Zes unica per il Mezzogiorno. Sulla carta una buona idea, che unisce in un’unica area, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, di recente anche Marche e Umbria. L’agevolazione principale è un credito di imposta sugli investimenti effettuati. È palese però che il rilancio dell’economia in molte di queste aree non sta concretizzandosi come avrebbe potuto e dovuto, perché la sussistenza delle sole condizioni vantaggiose previste dalla legge non basta. Occorre mettere in campo una visione strategica e sistemica complessiva, anche attraverso un’azione di accompagnamento sostanziale, e non solo formale sugli aspetti procedurali, una molteplicità di azioni che rendano davvero conveniente investire in quelle regioni. Occorrono infrastrutture di trasporto e digitali adeguate, percorsi di formazione specializzata, politiche di agevolazioni tributarie e patrimoniali di territorio, pubbliche amministrazioni efficienti. Tutti requisiti Genova, ad esempio, possiede”.
“Incentivi alle imprese come in Cina, il sogno per fare crescere Genova”
Il direttore generale del Comune, Pasquale Criscuolo: “Necessaria una Zona Economica Speciale, con una tassazione agevolata sul modello di Shenzen”







