Genova – Una Zona economica speciale per Genova, ma speciale davvero con una tassazione super agevolata per le imprese, è una proposta che circola in città. Se ne è fatta portavoce nel recente passato anche Letizia Moratti. L’ex sindaca di Milano ed ex ministra dell’istruzione nel secondo governo Berlusconi, oggi eurodeputata di Forza Italia eletta nella circoscrizione Nord-Ovest, dunque anche in Liguria, la riterrebbe, “un’iniziativa apprezzabile, che non può che trovare il nostro sostegno». L’iniziativa è promossa da un avvocato amministrativista genovese, Matteo Repetti, che spiega: «L’idea è di provare a lanciare una sorta di No tax area a Genova: se non vogliamo morire di assistenzialismo, di bonus e della loro logica, l’unica alternativa è uno shock fiscale forte, sul modello della Shannon free zone”. Repetti propone un’aliquota del 12,5% sul reddito delle imprese. L’Unione europea, però, lo configurerebbe come un aiuto di stato. A meno che la stessa Ue non riveda i criteri sull’ammissibilità degli aiuti di Stato. Con il suo declino demografico, industriale e di prodotto interno lordo, Genova potrebbe rientrarvi. Una possibile obiezione è: perché Genova e non altre città? “Fin dai tempi della Magna Charta - dice Repetti - le libertà nascono dalle esenzioni. Prima sono riconosciute a taluni, e in seguito vengono estese a tutti”. È un tema, però, che ha bisogno del coinvolgimento delle istituzioni. La materia, come spiega nell’intervista Criscuolo, non può che essere disciplinata dal governo centrale. Mentre a livello locale, precisa Moratti, “deve esserci un passaggio in Regione”. La Zes, zona economica speciale, e la Zls, zona logistica semplificata, sono porzioni di territorio con agevolazioni per le imprese, in genere sotto forma di crediti di imposta. Il porto di Genova è una Zls. Criscuolo ipotizza qualcosa di più: un’area con una tassazione speciale del 15% sul reddito delle imprese, come a Shenzen in Cina. Il modello di Shenzen è la Shannon Free Zone che, dal 1959, è diventata l’epicentro della crescita economica irlandese. In un primo tempo la tassazione sul reddito delle imprese era stata portata addirittura allo 0%, per attrarre il maggior numero possibile di aziende. Dopo l’ingresso dell’Irlanda nella Comunità europea, nel 1973, questo non è stato più possibile e l’aliquota è stata portata al 12,5%, il livello del resto dell’Irlanda, comunque basso, la metà del livello italiano.
L’idea: “Uno shock fiscale per rilanciare la città di Genova”
Letizia Moratti, ex sindaca di Milano: “Pronta a sostenere la proposta”






