HomeBolognaCronacaUna Zes senza confini: "Sostiene la competitività: va allargata nel Centro Nord"Il presidente dell’Abi Antonio Patuelli analizza la Zona economica speciale: "Le imprese che vi operano possono ottenere speciali condizioni: andrebbe applicata ad altri territori oltre al Sud, alle Marche e all’Umbria".Le imprese delle Zes possono ottenere particolari condizioni sugli investimentiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciPatuelli*
Prima l’allargamento della Zes a Umbria e Marche, ora l’intenso dibattitto sulle possibilità di ulteriore ampliamento della Zes ad altre zone d’Italia, evidenziano il successo di questa importante iniziativa. La ‘Zes’, Zona economica speciale, è un’area geografica delimitata nel territorio di uno Stato dell’Unione Europea, nella quale le imprese, già esistenti o nascenti, possono ottenere speciali condizioni in relazione agli investimenti e alle attività di sviluppo, innanzitutto con semplificazioni amministrative, con crediti d’imposta su investimenti e con sgravi contributivi per le nuove assunzioni di lavoratrici e lavoratori a tempo indeterminato.
Queste speciali condizioni per le imprese che operano nella Zes, ne migliorando la competitività, attirando anche maggiori investimenti. La Zes unica per il Mezzogiorno è stata istituita con legge dello Stato nel 2023 e comprende i territori delle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna; con legge del 2025, è stata ampliata anche a Marche ed Umbria. Nella UE gli ‘aiuti di Stato’ sono vietati, perché alterano la concorrenza, ma l’articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (Tfue), relativo alle deroghe al divieto generale di aiuti di Stato, permette appunto deroghe per "aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso rispetto alla media europea e nazionale, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione".










