Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiNon solo Sud. L’allargamento della Zes al Centro sta facendo arrabbiare i presidenti delle Regioni del Nord, che chiedono di partecipare. In prima linea c’è il Veneto del leghista Alberto Stefani ma stanno montando le rivendicazioni e il governo si potrebbe ritrovare in imbarazzo poiché molti dei presidenti che premono sono di centrodestra.

Le Zes (Zona economica speciale) erano state pensate per le aree meridionali. Risalgono al 2017 sotto il governo Gentiloni e a istituirle fu il ministro competente per il Sud, Claudio De Vincenti, che riprendeva l’esperienza europea per favorire gli investimenti attorno a porti e interporti.

Cos'è la ZES e perché le Regioni la richiedono

In Italia il concetto fu diverso e ampliato alle zone del Sud bisognose di incentivi. Qualche vantaggio per queste aree in effetti vi fu, ma assai minore in confronto alla gran cassa con cui fu approvato il provvedimento. Finchè, negli ultimi tempi, si è registrata un’accelerazione e il bilancio indica 800 autorizzazioni concesse, 5,6 miliardi di finanziamento pubblico che ha generato 28 miliardi di investimenti e 35 mila nuovi posti di lavoro. Anche in virtù di questi numeri le Zes sono tornate di moda, soprattutto in considerazione dei due atavici problemi che impantanano il nostro Paese e che il regime speciale in qualche modo attutisce: la burocrazia spesso opprimente e il peso fiscale. Ed è incominciata la corsa delle Regioni per farne parte e godere dei relativi benefici.