TORINO. Una Zona Economica Speciale (Zes) per il Piemonte e il Nord-Ovest, con incentivi fiscali, semplificazione autorizzativa e un fast track amministrativo per attrarre investimenti produttivi in un contesto di crescente competizione europea. E’ la proposta presentata da Pierangelo Decisi, vicepresidente di Api Torino e Confapi Piemonte, durante la sua audizione alla 9ª Commissione del Senato della Repubblica, dedicata all’area di crisi industriale complessa del capoluogo piemontese. Una proposta a cui si aggiunge anche la richiesta di aprire ai fondi pensione e alle casse previdenziali la possibilità di investire in fondi di private debt dedicati alle Pmi, rendendo accessibili finanziamenti tra 500mila e un milione di euro, ticket oggi troppo piccoli per i canali tradizionali.
Si tratta di iniziative strategiche messe sul tavolo per riuscire a combattere la crisi industriale torinese. «Le imprese torinesi non chiedono assistenza – è la linea di Decisi -. Chiedono regole efficaci e strumenti adeguati».
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Il nodo centrale sollevato da Decisi riguarda la distanza tra le intenzioni delle politiche pubbliche e la loro applicazione concreta. Un caso emblematico: l’Avviso Invitalia 2022 per l’area di crisi torinese ha ricevuto richieste superiori alle risorse disponibili, a dimostrazione che la domanda industriale esiste. Il problema, secondo Confapi, sta nelle procedure troppo farraginose e nei tempi di erogazione insostenibili per le piccole e medie imprese.







