Immaginate una zona geografica con una burocrazia snella, dove le imprese hanno accessi agevolati ai finanziamenti e sgravi fiscali consistenti: che motore economico potrebbe diventare quella regione?
A partire dallo scorso mese di agosto la Regione Piemonte si sta mobilitando per chiedere al governo di essere inserita tra le Zone economiche speciali (Zes) per garantire nuovi incentivi e sostegno alla competitività delle imprese nel settore dell’automotive, in forte crisi. Secondo la giunta regionale sarebbe un’ottima opportunità di crescita per le imprese, che, già quando Torino era stata riconosciuta come “area di crisi industriale complessa” nel 2019, avevano dimostrato di saper collaborare per la crescita reciproca.
Ma che cos’è una Zona economica speciale?
Una Zes è un’area geografica delimitata che gode di importanti sgravi fiscali, minor burocrazia e accesso a corridoi preferenziali per i finanziamenti con lo scopo di agevolare lo sviluppo delle imprese già esistenti sul territorio o di attirare investimenti per la nascita di nuove. Viene quindi sospesa la legislazione economica vigente, sostituita da leggi ad hoc per le specifiche necessità dell’area in questione. Chi può ambire a diventare una Zes? Aree geografiche o regioni intere meno sviluppate rispetto al resto del territorio nazionale o che stanno vivendo una situazione di transizione economica. Secondo l’assessore regionale delle attività produttive, Andrea Tronzano, il Piemonte rientrerebbe in quest’ultima categoria.






