La Zes anche per gli investimenti degli enti pubblici, non solo delle imprese private. È una delle possibili, ulteriori applicazioni degli strumenti previsti dalla Zona economica speciale unica su cui si sta ragionando. Se ne parlerà ad esempio oggi, almeno nelle linee generali, in due distinti appuntamenti dedicati alla Zes unica. A Roma, in occasione di uno dei focus previsti nell’ambito del Forum PA, con i vertici del Dipartimento per il Sud, che fa capo al sottosegretario di Palazzo Chigi con delega al Mezzogiorno Luigi Sbarra; e a Salerno dove è in programma un convegno promosso dall’Asi di cui è presidente Antonio Visconti.

Conferenza delle Camere di Commercio a Paestum: «Sviluppo, le partite decisive si giocano nel Mediterraneo»Per la verità già adesso è possibile, come è accaduto per le risorse destinate dal Pnrr alla Zes, utilizzare i fondi pubblici per gli investimenti infrastrutturali ma è evidente che l’estensione ad altro tipo di opportunità da parte degli enti locali o delle amministrazioni pubbliche determinerebbe un nuovo status della Zes, rafforzando ancora di più la sua già evidente concretezza (oltre 1300 autorizzazioni uniche in poco più di due anni). È in ogni caso la dimostrazione di quanto possa incidere la Zes unica nei meccanismi decisionali, garantendo una semplificazione normativa che ormai anche all’estero iniziano a invidiare all’Italia. Non a caso dovrebbe essere ormai imminente il varo del provvedimento di Governo, più volte annunciato dalla premier Melomi, che prevede l’estensione anche al Centro Nord delle misure di sburocratizzazione sulle quali si è finora costruito il rilancio degli investimenti al Sud. LO SCENARIO In una nota, l’Asi di Salerno ricorda opportunamente la valenza del bando lanciato pochi mesi da dal sottosegretario al Sud relativi ai 300 milioni di euro a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027 destinati alla riqualificazione di viabilità, infrastrutture e servizi nelle aree industriali e artigianali di sette regioni meridionali, tutte ovviamente comprese nell’attuale perimetro della Zes unica. I beneficiari sono Comuni con più di 5.000 abitanti dotati di aree Pip e i Consorzi per lo sviluppo industriale. Una opportunità decisamente significativa: non a caso, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti «sul fronte infrastrutturale, ha destinato 888 milioni di euro in quota PNRR a sostegno della Zes. Alla Campania spetta la quota più rilevante: 385 milioni di euro per i porti di Napoli e Salerno, per l’accessibilità dell’aeroporto Costa d’Amalfi e del Cilento e per il completamento della metropolitana di Salerno». Morale: in un Paese nel quale da sempre la politica industriale è l’anello debole della catena, la Zes sta sopperendo a ritardi e indecisioni della politica, partendo dal Mezzogiorno. Per fortuna, viene voglia di aggiungere...