Niente Zona economica speciale come avviene al Sud, perché i vincoli europei non la consentono, ma un piano per individuare una serie di «aree di accelerazione industriale», strumenti in grado di semplificare gli investimenti e spingere la riconversione dei siti industriali. È questa la strada indicata dall’esecutivo ai governatori delle Regioni del Nord, che da mesi chiedono una svolta per accompagnare la trasformazione del tessuto produttivo e sostenere i comparti più esposti alla crisi. La proposta è emersa ieri al tavolo convocato al Mimit dal ministro Adolfo Urso con i rappresentanti delle Regioni. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti di Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Lazio e Molise, oltre ad altri assessori regionali allo Sviluppo economico. «Dobbiamo lavorare insieme per accompagnare il processo di revisione della normativa europea, affinché sia sempre più vicina alle esigenze del nostro sistema produttivo, per esempio valorizzando le aree di accelerazione industriale, estendendone il ruolo anche alla filiera delle materie prime critiche, elemento strategico per rendere l’Italia un hub europeo delle filiere industriali del futuro, e a comparti come l’elettrodomestico, asset significativo del Made in Italy», ha spiegato il numero uno di palazzo Piacentini.