MONSELICE (PADOVA) - Ultima chiamata alle urne per il ballottaggio che assegna palazzo Tortorini. I seggi restano aperti oggi dalle 7 alle 15. Al secondo turno la scelta è secca: vince chi prende una scheda in più, senza quorum. Gli aventi diritto sono 14.705. A contendersi la fascia tricolore restano il vicesindaco reggente Stefano Peraro, per il centrodestra, e l'imprenditore Franco Ennio, alla guida del campo progressista. Alle spalle del primo ci sono quattro formazioni (la civica che ne porta il nome, la Lega, Fratelli d'Italia e Siamo Monselice), mentre il secondo schiera Partito Democratico, Insieme per Monselice, Monselice Futura e Casa Riformista. Sul ritorno pesa la collocazione di Fabio Conte (Forza Italia e civiche): l'ex sindaco, escluso al primo turno, ha scelto di appoggiare Ennio. È però un sostegno esterno, perché il termine per l'apparentamento è scaduto il 31 maggio senza depositi e le liste del pediatra non figurano nella scheda accanto a quelle del rivale.

I NUMERI Per misurare la posta bisogna tornare al 24 e 25 maggio. Peraro aveva chiuso davanti con 3.123 voti (35,87%), incalzato da Ennio a 2.932 (33,68%), mentre Conte si era fermato a 2.651 (30,45%): quelle preferenze restano la riserva in grado di spostare l'esito. All'ombra della Rocca il campo largo non raggiungeva un ballottaggio dal 2014. Sommate, le candidature di Peraro e Conte avevano superato il 66%: il centrodestra resta l'area più estesa, ma la frattura interna tiene la sfida in equilibrio. Sulla partecipazione, ieri alle 19 aveva votato il 31,96% degli elettori, contro il 33,61% della stessa ora del primo turno: un calo di circa un punto e mezzo, fisiologico per un ballottaggio.La media delle 19 sezioni con dato (la numero 17, ospedaliera, non ha comunicato) conferma il segno: in 13 l'affluenza è scesa rispetto a maggio, in sei è salita. Resta da capire come si comporrà l'aula: la simulazione la ricostruisce con il metodo D'Hondt del Testo unico degli enti locali, sui voti di lista dello scorso mese e con il premio di maggioranza allo schieramento vincente. Dei 16 seggi, dieci vanno alla coalizione del nuovo sindaco e sei alle due perdenti. Se la spunta Ennio, il centrosinistra incassa i suoi dieci. I NOMI Per il Partito Democratico siederebbero Niccolò Ruffin, Eleonora Guizzaro, Rino Biscaro, Marco Baratella e Sofia Tullio; per Insieme per Monselice il più votato dell'intera tornata, Francesco Miazzi (351 preferenze), con Monica Buson e Christianne Bergamin; per Monselice Futura Anna Gazzetta e Maria Elisa Giarin. All'opposizione, sul versante di centrodestra, entrerebbero Rossella Molon, Andrea Parolo e lo stesso Peraro, ammesso come secondo classificato al posto di Giovanni Cillario. Fuori Fratelli d'Italia e Siamo Monselice. Se invece passa Peraro, la maggioranza porta in aula cinque esponenti della sua civica (Molon, Cillario, Alberto Negrello, Guido Maria Bertazzo e Giovanna Bernardi), due della Lega (Parolo e Giorgia Bedin), due di Fratelli d'Italia (Andrea Drago e Fabrizio Grigoletto) e Silvia Muttoni per Siamo Monselice. Tra i banchi dell'opposizione il centrosinistra schiera Ruffin e Miazzi, con Ennio che subentra al posto di Guizzaro. In entrambi gli scenari la coalizione di Conte raccoglie tre scranni: Filippo Duse, Mariachiara Bizzaro e l'ex primo cittadino, che entra come candidato sindaco non eletto. Resta fuori in ogni caso Gianni Mamprin: il capolista di Forza Italia, con 215 preferenze il più votato fra i candidati delle opposizioni, non siede perché quel posto spetta a Conte.