HomeArezzoCronacaVicesindaco, l’ultimo ballottaggio. Favoriti Lucherini e GamurriniNello scacchiere le due forze maggiori oscillano fra 3 e 4 assessorati, il peso delle partecipate. Nella componente femminile crescono Lunardi e Ceccarelli, sale Viscovo, le sorprese.Il sindaco coi vertici FdI Francesco Macrì e il coordinatore regionale MichelottiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLa casella che scotta nella stanza dei bottoni. Da qui discende tutto il risiko giunta. Il primo faccia a faccia tra la lista Fare a un passo dal 15% e i partiti della coalizione è in agenda per il weekend. Domani e giovedì sono previste riunioni nei "fortini" di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega per mettere a punto la trattativa al tavolo con il sindaco Marcello Comanducci. Che ha già sgomberato il campo: "Sarà una giunta con un taglio tecnico". La parola tecnico si concentra su un altro termine che per il neo sindaco e la sua squadra è "sacro": competenza. Comanducci sa bene che l’arte del compromesso è uno degli ingredienti base della politica e sicuramente non alzerà barricate. Ma è altrettanto chiaro che vuole scegliere lui gli uomini e le donne con cui governare e mettere a terra i progetti sui quali ha incassato il voto del 54% degli aretini. Lo ha detto subito dopo l’esito dello scrutinio che lo ha "spedito" dritto a Palazzo Cavallo. Bene la mediazione coi partiti e il dialogo, è il mantra nelle file di Fare, ma alla fine "decide Marcello". Competenza, dunque, come "faro". Ma c’è un altro elemento: il solco tracciato da Gianfrancesco Gamurrini nello stesso giorno della vittoria rispetto alla giunta Ghinelli, fa capire che nei ragionamenti sulla giunta da costruire il recinto degli ex ha confini marcati e stretti. Torniamo alla casella che scotta. Due gli scenari: Gianfrancesco Gamurrini, alias mister preferenze (ne ha messe in cassaforte quasi mille) e un esponente di Fratelli d’Italia. È il primo nodo da sciogliere, perché Fare è arrivata a tallonare i meloniani che hanno ottenuto il 16,5%: un punto sotto ma questo significa che il "peso" tra Fare e FdI sulla bilancia della giunta potrebbe restare in equilibrio. Scenario uno. Gamurrini vicesindaco, con le deleghe che ha già dichiarato di voler portare avanti: lavori pubblici, manutenzione e traffico. Fare ottiene almeno tre assessorati per i quali sono in lizza Angiolino Piomboni, Sandro Sarri (ma l’opzione non sarebbe in pole) e la new entry Virginia Lunardi le cui quotazioni sono in ascesa, anche grazie alla scelta di inserire in squadra almeno quattro donne. E tra le variabili sgambettano perfino il presidente dei ristoratori Federico Vestri. Possibile un quarto alfiere? Sì in ogni caso, quasi certo se Fare dovesse rinunciare alla casella del vicesindaco, considerando anche l’innesto di almeno un uomo di fiducia riconosciuto sempre ad ogni sindaco, e che a quel punto potrebbe essere il super fidato Marcantoni, "pard" di fiducia del ranger Comanducci, sia pur rimasto per ora fuori dal consiglio. Scenario due. Se il vicesindaco sarà appannaggio dei meloniani, su quella casella girano i nomi di due ex assessori della giunta Ghinelli: Francesca Lucherini che porta in dote una bella messe di preferenze e Alberto Merelli che di preferenze ne ha prese meno ma era da sempre un po’ il predestinato a quella poltrona. A quel punto gli assessorati sarebbero tre, anche considerando l’inevitabile conferma di Francesco Macrì ad Estra: e sul podio potrebbe farsi largo una new entry almeno sul piano amministrativo, quella di Renato Viscovo, anche se non manca il pressing dei "senatori", Lucacci in testa. Forza Italia potrebbe ambire a due posti ma se a Lucia Tanti andasse la presidenza del consiglio comunale, la compagine si ridurrebbe a uno: la conferma di Scapecchi? O un nome a sorpresa, magari di area? La Lega vede ai blocchi di partenza Federico Rossi ma anche la crescita delle quotazioni di Cristina Ceccarelli, che molti indicano sulla rampa di lancio. Una partita a scacchi sul filo, che avevamo anticipato a spoglio ancora in corso e nella quale giocheranno una parte anche le grandi partecipate, che alla fine sono "pedine" altrettanto ghiotte: con Comanducci al tavolo, a tentare di virare sul re e la regina gli schemi della sua amata pallavolo.