HomeArezzoCronacaIl sindaco vince il braccio di ferro. I suoi big in giunta: oggi l’annuncioTra le donne avanzano i nomi di Lucherini, Tanti, Di Tommaso e Giommetti in quota FdI e Forza Italia. Resta il nodo della presidenza, sirene a Donati ma per ora nessuna conferma. Maldipancia nei partiti.Oggi il sindaco vara la giunta dopo aver valutato le proposte dei partitiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLa "strigliata" ha fatto effetto, non senza mugugni lungo l’asse Arezzo-Firenze. La rosa dei nomi proposti dalle forze del centrodestra ieri sera è arrivata a Palazzo Cavallo e oggi il cerchio sul nuovo governo dell’era Comanducci si chiude. Tra domenica e ieri si sono susseguiti contatti, riunioni tra i dirigenti aretini e i vertici regionali per decifrare la mossa del sindaco civico e prendere le contromisure. Il timing voluto dal sindaco c’è tutto, meno la soddisfazione degli alleati, ciascuno dei quali alle prese con maldipancia e aspirazioni che rischiano di restare appesi a un sogno di gloria. Comanducci tiene la barra dritta e ai partiti declina il suo schema che è fatto di nomi sì, ma anche di deleghe calibrate sulle competenze e dunque quasi cucite addosso proprio ai nomi su cui il sindaco dirà sì o no. Il punto fermo e "non negoziabile" restano i tre assessori di Fare con i relativi incarichi: vicesindaco Gamurrini in pole per lavori pubblici Saracino e probabilmente manutenzione, un assessorato all’urbanistica verso il quale sta camminando Angiolino Piomboni e il terzo calibrato su innovazione e forse al personale che sembra tagliato su misura per le competenze di Francesco Marcantoni. Nomi ancora sulla carta, ma destinati a diventare realtà tra una manciata di ore. Più complesso il quadro per gli alleati. Perchè: evitare che Comanducci traduca in fatti l’intenzione di nominare due assessori donna "esterne" per sbrogliare la matassa della rappresentanza femminile, riducendo così a quattro (oltre alla presidenza del consiglio) i posti in giunta per gli alleati, significa per Fratelli d’Italia – primo partito della coalizione – e per Fi (seconda gamba dell’alleanza) esprimere due donne a testa. In questo quadro, la Lega terrebbe fermo il pallino dell’uomo (pure per scongiurare lo spauracchio dei vannacciani se l’opzione fosse ricaduta su una donna) e in giunta potrebbe entrare Federico Rossi.