Pavia. C’è un po’ di Pavia nell’autoproclamato Principato di Seborga, il Comune in provincia di Imperia che rivendica una fantomatica indipendenza dallo Stato italiano. I Bargniff Old Pavia, squadra di rugby over 35 con sede a San Genesio ed Uniti, rappresenteranno il piccolo borgo ligure nella disciplina della palla ovale. Il gemellaggio tra la federazione sportiva di Seborga e la società pavese è avvenuto in questi giorni. Il primo frutto di questa affiliazione “da favola” è stato lo stemma del Principato che verrà apposto sulle divise. A partire dal prossimo autunno, con l’inizio della stagione sportiva, i rugbisti pavesi scenderanno in campo cantando l’inno seborghese e onorando fino all’ultima meta la principessa del borgo. Già, perché c’è anche una principessa in questo borgo di 280 anime abbarbicato su un colle a nord di Bordighera. La favola del Principato Per le vie di Seborga ci si può imbattere in bandiere bianco e blu con uno stemma e una corona sul lato sinistro. A dimostrazione che buona parte dei cittadini tiene a rimarcare una qualche indipendenza dallo Stato italiano. Le loro rivendicazioni si basano su un atto con cui nel 1729 Seborga venne venduta dal Regno di Francia ai Savoia: secondo i cittadini, questo documento non è mai stato registrato o comunque non prevedeva esplicitamente la sovranità del Re di Sardegna sul Principato. Inutile dire che lo Stato italiano non ha mai preso in considerazione la versione dei seborghesi. Che però negli anni si sono dotati di una propria moneta, un proprio inno e anche una propria Federazione calcistica (che riunisce anche gli altri sport). Oggi sono diverse le discipline “coperte” dal Principato: dal muay thai al footgolf, fino al calcio a 5. E ora anche il rugby. «Siamo davvero lieti di poterci unire in gemellaggio con il Bargniff Old Rugby – commenta Matteo Bianchini, direttore sportivo della Federazione calcistica di Seborga – . Ci auguriamo di poter vivere insieme grandi emozioni con i colori di Seborga uniti a quelli del Bargniff Old Rugby». Il gemellaggio Il sodalizio tra i Bargniff e il Principato è frutto del rapporto tra Alessandro Corsico, presidente della squadra di rugby, e Bianchini. A unirli è la passione per il subbuteo e, in generale, per lo sport. «L’idea di affiliarci al Seborga è nata un paio di anni fa ma si è concretizzata solo in questi giorni – spiega Corsico –. La storia del Principato mi ha incuriosito fin da subito. In particolare mi ha colpito lo spirito d’indipendenza di questo borgo. In fondo, anche noi abbiamo rivendicato una sorta di d’indipendenza nella nostra storia». I Bargniff sono infatti nati due anni fa dall’esperienza dei Milo’ld Pavia, realtà che per anni ha contribuito a diffondere la cultura rugbistica sul territorio. Il distaccamento, spiega la società, è sorto dalla volontà di «organizzare eventi sportivi dedicati al mondo Old», «promuovere iniziative ludiche e conviviali», ma anche «sviluppare attività solidali e raccolte fondi» e «creare occasioni di aggregazione aperte al territorio». La squadra, composta da ex giocatori e giocatrici, si fonda su valori come «l’inclusione, amicizia, rispetto e spirito di squadra». E anche, commenta Corsico, «una buona dose di goliardia». Come dimostra il nome della squadra: secondo una leggenda della bassa padana, Bargniff è una sorta di rospo mannaro che metteva alla prova i viandanti con enigmi. Presto il rospo si sposterà in Liguria: una delle ipotesi sul tavolo è infatti quella di giocare alcune partite su un campo da rugby a Sanremo. E poi su palcoscenici internazionali: «Oltre a essere un atto goliardico – dice l’allenatore dei Bargniff Alessandro Maderna – il gemellaggio con Seborga ci permette di partecipare a tornei in giro per il mondo come rappresentativa di una Nazione». Il battesimo di fuoco sarà a Barcellona i primi di ottobre.