A Padova (domani sera, ore 18,15) Reggio si gioca per la prima volta il Tricolore contro il blasonato Petrarca. Le due squadre hanno entrambe 79 anni: quella patavina fu fondata dagli studenti di un collegio religioso. .Petrarca Padova e Valorugby, le due protagoniste della finale scudetto di domani sera (ore 18.15, diretta Rai Due), sono, si può dire, coetanee, poiché la Sempre Avanti, la società “nonna” dell’odierno Valorugby, è stata fondata nello stesso anno del Petrarca: il 1947.
Due realtà dalla storia profonda, dunque, le parabole delle quali per la prima volta si incroceranno in una finale tricolore. La decima finale scudetto per Padova, la prima per Reggio.
Diavoli e gesuiti. Il Petrarca è così chiamato poiché fu fondato da studenti appassionati del poeta trecentesco. Quegli studenti facevano parte di un collegio di gesuiti e tuttora il colore delle maglie da gioco del Petrarca si rifà a quello della veste gesuita: tutte nere, con colletto bianco, e la banda diagonale che compare nello stemma del club ricorda la tracolla della bisaccia di Ignazio di Loyola, fondatore dell’ordine. Cosicché i tifosi del Rovigo hanno buon gioco nel chiamare i rivali padovani “onti”, che sta più o meno per “beghini”. I giocatori del Valorugby sono invece soprannominati “Diavoli”, in memoria dei tanti anni nei quali colori sociali del team erano il rosso e il nero. Già da ciò si può capire come i due club -Petrarca e Valorugby- siano sì coetanei ma fieramente contrapposti…








