Reggio Emilia, 4 giugno 2026 – Si può essere egocentrici vestendosi in modo sommesso e si può essere riservati abbigliandosi come un cowboy.
Enrico Grassi, il genio imprenditoriale della meccatronica divenuto mecenate sportivo, regalando a Reggio Emilia il primo scudetto nel rugby in 80 anni di storia del club, fa naturalmente parte di questa seconda categoria. Enrico Grassi non ha rinunciato al suo mitico cappello texano nemmeno nell'incontro con il presidente Sergio Mattarella
Genio imprenditoriale, figura iconica e antidivo
Il suo cappello da cowboy, il gilet in pelle e il pizzetto biondo spiccano sulle tribune della palla ovale italiana e ne hanno fatto uno dei personaggi più riconosciuti del campionato, ma le sue esultanze sono contenute e le sue interviste infrequenti. E dire che ne avrebbe tutto il diritto, visto che la vittoria di martedì ha acceso in città un entusiasmo mai visto prima per il rugby.
La sensazione che trasmette Enrico Grassi è quella di una persona soddisfatta dei propri successi, che si veste da cowboy per semplice passione personale; tanto che col suo inseparabile cappello texano ha incontrato anche il presidente Mattarella.













