Piercamillo Falasca, cofondatore di Europeisti.eu, con l'addio di Pina Picierno al Partito democratico il vostro evento del 15 giugno acquista importanza per chi ambisce a creare una "cosa riformista". Qual è la vostra idea?

Quella di allargare il perimetro dei partiti e far emergere che la realtà è diversa dal racconto pubblico: il bipolarismo è un grande imbroglio. Entrambi i campi sono condizionati da movimenti antieuropeisti, a tratti filorussi. Vogliamo uscire dalla logica della frammentazione e creare una rete di persone e movimenti, che anche se non appartengono ad alcun partito, vogliono dialogare con i partiti di area. Con noi a Milano ci sarà Picierno, che aveva aderito sin da prima di lasciare il Pd, era stata invitata perché secondo noi faceva parte di quel pezzo di partito che dice le cose giuste. Hanno aderito poi Carlo Calenda, Mario Monti, Carlo Cottarelli.

Non si può trascurare il fatto che nessuno dei tanti progetti riformisti e centristi che si sono susseguiti negli ultimi anni ha mai sfondato. Perché ora, e guardando alle Politiche del 2027, dovrebbe essere cambiato qualcosa?

Secondo me è fuorviante prendere come esempio solo esperienze come Italia Viva, Azione, Scelta civica di Mario Monti. L'elettorato non è immobile. E non è sempre lo stesso. Con la guerra in Ucraina è cambiato tutto. I giovani soprattutto sentono molto la dicotomia "Europa sì, Europa no". E vogliono far sopravvivere l'istituzione, non farla morire. Tutto sta nel creare un'offerta credibile e metterla in campo.