di
Caterina D'Ambrosio
Una campagna di sensibilizzazione e informazione per conoscere regole e diritti contro gli abusi in rete. Con un atlante che sarà diffuso nelle scuole e nei luoghi di lavoro
La violenza contro le donne non si ferma sulla soglia del mondo fisico, ma si insinua prepotentemente negli spazi digitali, trasformando la rete in un terreno di caccia e di umiliazione. La diffusione non consensuale di immagini intime, il cyberstalking, i deepfake pornografici e l'hate speech misogino sono solo alcune delle forme attraverso cui si manifesta un fenomeno in allarmante crescita.
In Italia, la consapevolezza della gravità di queste dinamiche sta finalmente emergendo, spinta anche da iniziative politiche e sociali dal basso. Tra queste la campagna nazionale «Libere anche qui», presentata il 4 giugno al Senato, che si pone l'obiettivo di scardinare la cultura del possesso e di promuovere il consenso digitale, ribadendo un concetto fondamentale: la violenza online è violenza reale.








