BRUXELLES - Più strumenti contro la violenza online ai danni di ragazze e giovani donne, dal cyberstalking alla condivisione non consensuale di immagini intime, dalle molestie all'odio sessista: il Consiglio dell'Ue ha approvato conclusioni che chiedono agli Stati membri e alla Commissione europea di rafforzare la protezione delle minori e delle giovani donne nello spazio digitale, con misure più efficaci di prevenzione, sostegno alle vittime e contrasto degli abusi. "La violenza informatica contro le ragazze è reale, diffusa e in rapida evoluzione", ha dichiarato Clea Papaellina, viceministra del Welfare sociale di Cipro, Paese che detiene la presidenza di turno del Consiglio. Proteggerle nell'era digitale, ha aggiunto, è "una responsabilità europea condivisa", che richiede di fornire a scuole e genitori strumenti adeguati e di rendere più efficace l'azione delle forze dell'ordine, perché la violenza online abbia "conseguenze concrete".
Le conclusioni si basano sul rapporto dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, secondo cui la cyberviolenza colpisce in modo sproporzionato ragazze e giovani donne, spesso già dalle prime esperienze con tecnologie digitali e social media. Il Consiglio invita i governi nazionali a garantire assistenza, sostegno psicologico e tutela legale alle vittime, tenendo conto anche di fattori come età, disabilità e orientamento sessuale. I ministri chiedono inoltre più alfabetizzazione digitale sensibile al genere nelle scuole, formazione per insegnanti ed educatori, strumenti pratici per genitori e tutori, compresi software gratuiti di controllo parentale, e maggiori risorse per le forze dell'ordine e le ong.








