"Quando la maggior parte delle persone sente la parola 'grasso' la mente corre immediatamente a immagini di cibo unto, arterie ostruite o accumuli adiposi indesiderati. Questa reazione istintiva è comprensibile, ma rappresenta una delle più grandi semplificazioni della scienza nutrizionale moderna"

Il burro? "Basta demonizzarlo, come abbbiamo fatto per troppo tempo con i grassi"; i formaggi? "Specie quelli capra e pecora fanno molto bene al microbiota". Ma soprattutto "guardiamo di più alla qualità degli alimenti più che alla tipologia". Il cambio di paradigma sull'alimentazione e la dieta mediterranea arriva da Leonardo Calò, professore ordinario di Cardiologia all'università del Foro Italico di Roma, che torna in libreria con il nuovo libro 'Il paradosso del grasso' (Vallardi). "Quando la maggior parte delle persone sente la parola 'grasso', la mente corre immediatamente a immagini di cibo unto, arterie ostruite o accumuli adiposi indesiderati. Questa reazione istintiva è comprensibile, ma rappresenta una delle più grandi semplificazioni della scienza nutrizionale moderna", scrive Calò nell'introduzione al saggio e all'Adnkronos Salute spiega come "per troppo tempo abbiamo demonizzato i grassi, ma in passato l'abbiamo fatto per i carboidrati e poi la 'guerra' allo zucchero. I grassi però sono fondamentali per la salute del cervello".