La destra difende i privilegi dei miliardari e scarica il peso fiscale su lavoratori, pensionati e ceto medio. Noi diciamo una cosa semplice: le tasse sul ceto medio devono diminuire. È inaccettabile che chi dichiara 50 mila euro l’anno arrivi a pagare un’aliquota Irpef del 43%, mentre chi possiede patrimoni per miliardi paghi la stessa aliquota di chi ha un reddito di 50 mila euro. Riformare le aliquote Irpef per ridurre le tasse al ceto medio e aumentarle per i redditi degli iper milionari sarebbe una scelta di equità sociale.
In Italia 79 miliardari possiedono una ricchezza pari a 357 miliardi di euro. Davvero qualcuno pensa che chiedere loro un contributo di solidarietà per quattro anni sia uno scandalo? Lo scandalo vero è che oltre 6 milioni di cittadini rinunciano alle cure sanitarie perché le liste d’attesa sono infinite o perché non hanno i soldi per rivolgersi alla sanità privata.
Con il governo Meloni la pressione fiscale ha raggiunto il 43,1%, il livello più alto degli ultimi quindici anni, mentre la povertà assoluta coinvolge 5,7 milioni di persone. La vera patrimoniale la sta già pagando il 99% degli italiani. Noi proponiamo l’esatto contrario della destra: meno tasse su lavoro e redditi medi, più giustizia fiscale e un contributo straordinario da parte di chi ha accumulato immense fortune.Da qualche parte le risorse vanno trovate. Noi non vogliamo prenderle dalle tasche di chi lavora e tiene in piedi questo Paese, ma da una ristrettissima élite di super ricchi. È una scelta di equità, non di ideologia. Chi oggi difende questi privilegi spieghi agli italiani perché un miliardario non dovrebbe contribuire per quattro anni a salvare la sanità pubblica e a ridurre le disuguaglianze che stanno lacerando il Paese








