Per la Giornata Mondiale degli Oceani, l'artista, nota per il suo lavoro con le plastiche recuperate in mare, ha creato un'installazione a Trieste, "Just One", ospitata all'OGS, l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica
Una frattura che parla di terremoti. Una nave che attraversa il mare e la conoscenza. Un cerchio che contiene il rischio e lo trasforma in comprensione. Sono gli elementi che compongono “Just One”, la nuova installazione dell’artista Elisabetta Milan inaugurata nella sede dell’OGS, l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste proprio in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani. L’opera mette in dialogo arte contemporanea e ricerca scientifica e nasce da una riflessione sul rapporto tra Terra e Mare, due mondi che nell’istituto vengono studiati ogni giorno.
Dalle acque costiere agli oceani
Realizzata in corten, “Just One” prende forma da una materia che richiama immediatamente il Carso e la crosta terrestre. La superficie ossidata racconta le tensioni geologiche, le faglie e le cicatrici lasciate dai terremoti. Attorno a questa frattura si sviluppa un percorso cromatico che accompagna lo sguardo dalle acque costiere fino agli oceani e ai ghiacci polari.












