L’iniziativa di Ambiente Mare Italia a Le Castella. Nel Mediterraneo una marea invisibile di plastica: 730 tonnellate al giorno soffocano il mare più fragile del mondo. Presidente AMI Alessandro Botti: «Ogni rete rimossa dai fondali è un pezzo di Mediterraneo che torna a vivere».

LE CASTELLA (CROTONE) – Ogni giorno il Mar Mediterraneo inghiotte circa 730 tonnellate di rifiuti plastici. È un flusso continuo, silenzioso e inarrestabile: l’equivalente di decine di camion carichi di plastica che finiscono in acqua senza soluzione di continuità. Un dato che non descrive soltanto un’emergenza ambientale, ma una crisi strutturale che ha già superato la soglia dell’allarme.

Pur rappresentando appena l’1% delle acque marine del pianeta, il Mediterraneo è oggi uno degli epicentri globali dell’inquinamento da plastica e microplastiche. La sua conformazione quasi chiusa, collegata all’Atlantico solo attraverso lo Stretto di Gibilterra, lo trasforma in un bacino di accumulo, dove i rifiuti provenienti da tutte le coste tendono a concentrarsi, frammentarsi e restare intrappolati per decenni. A questa pressione costante si aggiunge una delle minacce più insidiose e meno visibili: le “reti fantasma”, attrezzature da pesca abbandonate o perse in mare che continuano a uccidere anche senza pescatori. Tartarughe, pesci, cetacei, crostacei: nessuna specie è davvero al sicuro. Secondo le stime internazionali, rappresentano circa il 10% dei rifiuti plastici oceanici e ogni anno centinaia di migliaia di tonnellate di attrezzature da pesca finiscono disperse negli oceani.