C’è una data che, ogni anno, invita a guardare oltre l’orizzonte delle nostre spiagge preferite: quella data è l’8 giugno, oggi per la precisione, quando si celebra la Giornata Mondiale degli Oceani, l’occasione perfetta per ricordarsi di un paradiso segreto a due passi da noi, unico ma fragilissimo. È il mare aperto, quell’immensa distesa d’acqua che si estende oltre le coste e sprofonda nel mistero degli abissi, scrigno di biodiversità è purtroppo sotto costante assedio.

Giornata mondiale degli Oceani, una bellezza che sta male

Il nuovo report “SOS Mare Fuori”, lanciato dal WWF, il Fondo Mondiale per la Natura, proprio per la Giornata mondiale degli oceani, riguarda il nostro Mediterraneo, mare che pur rappresentando appena l’1% delle acque globali, è una culla straordinaria che ospita il 18% di tutte le specie marine del pianeta. Il report, però, porta brutte notizie perché svela che oltre la metà dei pesci del Mediterraneo è catturata a ritmi superiori alla loro capacità di riproduzione. Inoltre, le nostre acque sono una vera autostrada affollata, attraversata dal 30% del traffico marittimo internazionale.

Reti e plastica, che dolore

A complicare le cose, c’è poi la piaga della plastica: il Mediterraneo è la sesta zona al mondo per accumulo di detriti, con il 7% delle microplastiche globali. Ma c’è di più: poiché questo mare si riscalda il 20% più velocemente rispetto alla media globale, l’intero ecosistema rischia il collasso, anche a causa di una gestione ambientale frammentata, che finora è proceduta a compartimenti stagni tra i vari settori, senza una visione d’insieme.