Opere d’arte contro un’opera che non sta in piedi neanche sulla carta, la bellezza della poesia e della narrativa, della pittura e della scultura contro un mostro di acciaio e cemento che andrebbe a impattare pesantemente su delicati habitat terrestri e marini. Quattro artisti italiani - una scrittrice, una poetessa, un pittore e uno scultore - hanno scelto di affidare le proprie opere al mare per diffondere un appello a tutela dello Stretto di Messina, uno degli ecosistemi marini più straordinari e fragili del Mediterraneo, oggi minacciato dal progetto del Ponte sullo Stretto. Con quattro immersioni Greenpeace Italia ha portato le opere sui fondali dello Stretto nell’ambito della campagna “Aggiungiamo bellezza al mare” che unisce arte, cultura e protezione ambientale di questo luogo unico al mondo per biodiversità e valore scientifico.

Lo Stretto di Messina è infatti considerato da studiosi e ricercatori un patrimonio naturale di valore inestimabile perché ospita importanti habitat marini, riconosciuti anche dalla rete Natura 2000, abitati da specie rare che in alcuni sono presenti solo qui. Secondo il briefing scientifico “Mare Unicum” pubblicato oggi da Greenpeace Italia, tuttavia, questo tratto di mare che separa Calabira e Sicilia continua a soffrire una grave carenza di tutele, aggravate dalla minaccia del Ponte voluto dal governo Meloni e che rischia di distruggere interi ecosistemi.