Carlo Messina, Ceo Intesa, e Luigi Lovaglio, ad MpsMilano, 8 giugno 2026 – Un terremoto finanziario ha travolto il credito: nella notte Intesa Sanpaolo ha sferrato un blitz da 30,6 miliardi di euro su Mps, neutralizzando la mossa di Banco Bpm e ridisegnando da zero i poli bancari italiani. La vera novità dell’operazione risiede nella sua natura ibrida. Non parliamo di una classica Opa interamente in contanti, bensì di un’Opas (offerta pubblica di acquisto e scambio): Intesa Sanpaolo intende rilevare le azioni Mps offrendo ai soci una combinazione di titoli e liquidità.

L’esterno della sede di Intesa Sanpaolo

In cosa consiste l'Opas di Intesa San Paolo

Le condizioni fissate da Messina prevedono il pagamento di 16 azioni ordinarie Intesa di nuova emissione ogni 10 azioni Mps apportate, a cui si aggiunge un conguaglio cash di 1 euro per ogni singola azione del Monte. Questa formula valuta implicitamente l’azione Mps a 10,091 euro, garantendo agli azionisti un premio del 12,5% rispetto all’ultimo prezzo di chiusura del 5 giugno e di oltre il 17% sulle medie dell'ultimo trimestre. L'efficacia dell'offerta è legata al raggiungimento di una soglia minima del 66,67% del capitale di Mps, quota necessaria a Intesa per blindare il controllo straordinario in assemblea.