ROMA – Unipol avrà un ruolo da protagonista nel secondo atto del risiko bancario che ha preso il via ieri, con la mossa di Banco Bpm che ha aperto all’aggregazione alla pari con Montepaschi e la contromossa di Intesa Sanpaolo che ha lanciato una Opas sulla banca senese. Il più grande gruppo bancario italiano, rimasto a guardare durante il primo tempo del risiko iniziato nell’autunno 2024 e conclusosi ad aprile 2026 con il ritorno di Luigi Lovaglio al timone di Mps dopo il successo dell’operazione su Mediobanca, non si può però muovere da solo per ragioni di antitrust. Ed è qua che entra in gioco Unipol. Il gruppo di Carlo Cimbri è disposto a fare da sponda, rilevare 635 filiali di Mps una volta che l’offerta di Intesa avrà successo e girarle a Bper, di cui è primo azionista. Per farlo, è disposta a un aumento di capitale fino a 2,5 miliardi di euro. Oggi alle 9.30 si riunisce il cda di Montepaschi, convocato in risposta alla lettera di Bpm.
Banche, come rispondono i titoli in Borsa
Vola in avvio di seduta Mps, al centro di una sfida per la conquista della banca da parte di Banco Bpm e di Intesa Sanpaolo, in cordata con Bper. Il titolo dell'istituto senese segna un rialzo del 10% a 9,85 euro, trascinando con sé Mediobanca (+9,5% a 23,71 euro). Avanza anche Generali (+2,5% a 39,82 euro), oggetto delle mire di Intesa Sanpaolo, e Bper (+2,5%) che si candida a secondo polo con gli sportelli del Monte. Scivola invece Intesa (-3%), che sta lanciando un'opas a premio, assieme a Unipol (-1,6% a 20,53 euro), che dovrà sostenere un aumento da 2,5 miliardi per l'acquisto degli sportelli Mps. Debole anche Banco Bpm (-1,1%), il cui piano fusione con Mps è insidiato dall'opas di Intesa.













