Nel giardino zoologico denominato convenzionalmente “governo Meloni” convivono varie specie animali, tutte fortemente nocive. Ci sono gli incapaci e incompetenti, tipo Nordio o Pichetto Fratin, che proprio per le loro ridotte attitudini e capacità appaiono forse i meno pericolosi, ma, anche per questo motivo, fanno a ben vedere danni non minori degli altri. Poi ci sono i lobbisti, che rappresentano categorie ben determinate e ne fanno prevalere gli interessi su quelli del popolo italiano (vedi Crosetto e l’ascendente imbattibile che i fabbricanti e commercianti di armi esercitano su di lui, o anche Salvini che però ha titoli più che validi e comprovati per appartenere anche alla prima categoria). Poi ci sono quelli più pericolosi e cioè i fascisti veri e propri.

Tra di loro voglio mettere innanzitutto Giorgia Meloni e Ignazio Benito La Russa, i quali entrambi hanno recentemente rivendicato con orgoglio la loro piena continuità ideologica e sentimentale col criminale antisemita (vero, non alla Gasparri/Delrio) e fucilatore di partigiani Giorgio Almirante, che rappresenta a sua volta l’anello di congiunzione tra il fascismo del Ventennio, quello repubblichino e quello del Movimento Sociale Italiano, poi trasfuso in Alleanza Nazionale e quindi in Fratelli d’Italia.