Che Siena fosse il crocevia del riassetto del sistema bancario era chiaro. E il flusso degli eventi si è canalizzato sul Monte dei Paschi in una calda domenica di giugno. Il primo a farsi avanti è stato il Banco Bpm. Una mossa, va detto, inconsueta se non unica nel suo genere. Il consiglio della banca milanese si è riunito e ha inviato a Siena una proposta di nozze, resa pubblica senza prima essere stata discussa con il cda di Siena. Un matrimonio tra “eguali”. Anche se, a dire il vero, le taglie delle due banche non sono proprio simili. Bpm capitalizza una ventina di miliardi, il Monte si avvicina più a 30. Ma man mano che la giornata è andata avanti, è apparso evidente che quello di Bpm fosse un tentativo di ergere un argine contro un’altra operazione: una possibile offerta sul Monte da parte di Intesa-Bper-Unipol. Ca’ de Sass, la stessa Bper e la sua controllante Unipol, hanno convocato nel tardo pomeriggio di ieri i rispettivi consigli di amministrazione. Probabile che la decisione dell’amministratore delegato del Banco, Giuseppe Castagna, abbia fatto da detonatore, spingendo Carlo Messina a rompere gli indugi e a lanciare un’Offerta. Troppo alto il rischio che i francesi del Credit Agricole, già presenti nel capitale di Bpm con il 22,9 per cento, e autorizzati a salire fino al 29,9 per cento dalla Bce, possano acquisire una posizione rilevante nella filiera che parte da Mps e, tramite Mediobanca, arriva fino a Generali, la cassaforte del risparmio degli italiani (e di una buona fetta di debito pubblico), da sempre nelle mire dei francesi e di cui Piazzetta Cuccia custodisce ancora il 13 per cento. E non è un caso, probabilmente, che il Credit Agricole abbia approvato senza indugi la proposta presentata ieri in consiglio di amministrazione da Castagna. Quello di Intesa insomma, è un intervento di sistema a difesa della sicurezza nazionale. Castagna, che nell’assemblea di Mps del 15 aprile scorso aveva votato a favore della conferma di Luigi Lovaglio, rischia di aver commesso un autogol. La partita vera, comunque, inizierà da oggi. Da quando saranno noti i termini dell’Offerta Intesa-Bper-Unipol approvati dai cda di ieri notte. Secondo quanto riportato dal Financial Times, la banca guidata da Messina dovrebbe prendere il controllo di Mediobanca mandando, in questo modo, in soffitta il progetto di fusione con Mps progettato da Lovaglio. A Bper andrebbe solo la parte commerciale di Mps, ma non tutta. Una quota di sportelli finirà a Intesa. A consigliare Carlo Cimbri sarebbe anche l’ex numero uno di Mediobanca, Alberto Nagel. Ma per prezzi, concambi e perimetri, sarà necessario attendere i dettagli dei comunicati che dovrebbero essere diramati prima dell’apertura dei mercati di questa mattina.