Il partito centrista Contratto Civile del premier armeno Nikol Pashinyan, favorevole a un'avvicinamento all'Ue, risulterebbe favorito alle elezioni parlamentari di domenica in Armenia. Quello di domenica è un voto decisivo che plasmerà il futuro del Paese del Caucaso meridionale e dell'intera regione.
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Le urne si sono chiuse alle 20:00, ora locale, tra appelli alla prudenza mentre, nella serata di domenica, sui social hanno iniziato a circolare diversi exit poll non ufficiali e contrastanti. Secondo la testata Notizie Civiche, del partito di Pashinyan, Contratto Civile sarebbe in vantaggio con il 56,7% dei voti, mentre il partito filorusso Armenia Forte, dell'oligarca russo-armeno Samvel Karapetyan – candidato nonostante sia agli arresti domiciliari – sarebbe il secondo più votato con il 17,5% dei voti.
In precedenza, la Russia aveva avvertito Erevan del rischio di uno "scenario ucraino" mentre Ue e Stati Uniti si schierano a sostegno della cauta svolta filo-occidentale di Pashinyan, dopo lo storico accordo di pace raggiunto con l'Azerbaigian.
Perché il voto in Armenia è decisivo per il Caucaso meridionale: l'avvicinamento all'Ue














