Alle ore 20 locali, le 18 in Italia, si chiudono i seggi per l’elezione dei 101 parlamentari dell’Assemblea nazionale armena: grande favorito Contratto Civile, il partito centrista dell’attuale premier Nikol Pashinyan, in carica dal 2018. Il Karabakh e il rapporto tra Erevan e Mosca i grandi temi al centro della campagna elettorale
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Armenia al voto: sono in corso le elezioni parlamentari nel piccolo Paese del Caucaso meridionale con le urne che chiuderanno alle ore 20 locali, le 18 italiane. A eleggere i 101 parlamentari dell’Assemblea nazionale armena sono gli oltre 2,4 milioni di cittadini in un contesto caratterizzato dalla crescente competizione geopolitica tra Mosca e le potenze occidentali. In tanti seguono con interesse le elezioni armene: da un lato ci sono Bruxelles e Washington, che sostengono il percorso di avvicinamento all'Occidente intrapreso dal primo ministro Nikol Pashinyan, in carica dal 2018, dall’altro invece Mosca, impegnata a rafforzare le proprie pressioni su Erevan.
La sfida tra Pashinyan e il fronte filorusso
Gli elettori devono scegliere se confermare la leadership di Pashinyan e del suo partito centrista Contratto Civile, che nell'ultima legislatura disponeva di una maggioranza di 71 seggi, oppure affidarsi a un'opposizione frammentata ma accomunata da posizioni favorevoli a un più stretto rapporto con la Russia. Tra i protagonisti dello schieramento avversario figura l'imprenditore russo-armeno Samvel Karapetyan, attualmente agli arresti domiciliari ma comunque candidato. L'oligarca rappresenta il volto principale della formazione Armenia Forte, sostenuta anche dall'ex presidente Robert Kocharyan, che durante la campagna elettorale ha difeso apertamente il mantenimento dell'alleanza strategica con Mosca.














