La crisi del Cosenza calcio favorita dal “non detto” e dalla trascuratezza; Tutti in silenzio, e chi dovrebbe chiarire tante cose sembra un fantasma: dov’è la famiglia Guarascio?

COSENZA – Si resta in attesa, ma ad aspettare ormai ci si è fatta l’abitudine. Anzi, il callo. Tra l’altro non si sa neanche cosa si stia aspettando. Negli ultimi giorni la sensazione sulle vicende relative al Cosenza Calcio è solo una: confusione totale. Condita da mille interrogativi e da amare considerazioni. Nelle quali non si salva nessuno, e tutti escono sconfitti. Almeno agli occhi degli osservatori. Poi chiaramente ognuno avrà le sue motivazioni per dire delle cose oppure per agire in un modo piuttosto che in un altro.

C’è una certezza, però: in questo momento è in atto un atteggiamento di estrema scostumatezza, per dirla con un termine forse desueto ma molto comprensibile. Un vero e proprio attentato alla serenità dei tifosi e in genere dei cittadini appassionati di calcio. E questo attentato ha un solo nome: SILENZIO. Nessuno parla, nessuno spiega. Anche reperire notizie attendibili risulta difficile. E anche chi pensa di detenere verità assolute, dopo due minuti è costretto a fare marcia indietro. Consegnandosi al pubblico ludibrio; eh sì, perché il problema spesso non è chi crea confusione, ma chi cerca di raccontarla.