Negli ultimi anni il tessuto adiposo è diventato uno dei campi più studiati della medicina rigenerativa. Da semplice “riserva energetica”, il grasso corporeo viene oggi considerato un tessuto biologicamente attivo, ricco di cellule e fattori coinvolti nei processi di riparazione e modulazione dell’infiammazione. Su queste basi è nata la metodica MFAT, acronimo di Micro Fragmented Adipose Tissue, sviluppata dal chirurgo plastico e ricercatore Carlo Tremolada attraverso la tecnologia Lipogems e applicata presso la Image Regenerative Clinic di Milano, centro specializzato in medicina rigenerativa. L’approccio prevede il prelievo di una piccola quantità di tessuto adiposo del paziente, successivamente microframmentato e reiniettato nelle aree da trattare con l’obiettivo di favorire i processi rigenerativi e ridurre l’infiammazione. Le applicazioni oggi più studiate riguardano artrosi, medicina sportiva e patologie muscoloscheletriche, mentre nuove ricerche stanno esplorando possibili impieghi anche in ambito oncologico come sistema di rilascio locale di farmaci antitumorali. Di risultati, limiti e prospettive di questa nuova frontiera della medicina rigenerativa parliamo con il professor Carlo Tremolada.
La medicina che nasce dal grasso: come il tessuto adiposo sta cambiando le terapie rigenerative
Dalle articolazioni ai gliomi cerebrali: come il tessuto adiposo diventa strumento di medicina rigenerativa
MFAT utilizza tessuto adiposo microframmentato per stimolare rigenerazione in artrosi e medicina sportiva; ricerche in corso in oncologia come vettore di farmaci. L'approccio autogeno, minimamente invasivo, dischiude opportunità nel biotech rigenerativo per investimenti e partnership medtech.









