Fili d'erba Da vent'anni dipinge in diretta gli attimi fuggenti dello sport francese, incontro con Joel Blanc, un impressionista del tennis
“Con Federer siamo molto amici. Forse è il primo che ho ritratto. Una volta, alla fine di un match, attraversò tutto il campo per firmare il mio dipinto”.
Nell’epoca delle immagini a buon mercato, caricate (e poi dimenticate) in rete in una frazione di secondo, in un mondo dove tutto sembra diventato ossessivamente iconico, dai biscotti vintage alle penne a biro, c’è un anziano signore di ottant’anni che da oltre venti cerca di catturare da bordo campo l’istante di un incontro di tennis. Un servizio, un movimento, un colpo al volo, un’esultanza. Ogni forma di movimento è buona per essere trasportata su tela. “Solo pezzi unici”, assicura. “Tranne rare eccezioni”.
Il signore si chiama Joel Blanc, è nato a Tolone, nel sud della Francia, vive a Parigi praticamente da sempre e per tutti è il pittore del Roland-Garros. Oltre a essere un bravo scultore.
Lo vado a trovare al quarto piano di un grande studio abitazione in Place de la porte de Champorret, nel XVII arrondissement. Il suo atelier è moderatamente incasinato, tra tele sparse ovunque, cornici sbilenche, tavolozze posate sopra le librerie e sculture di bronzo. Alle pareti spiccano curiosi ritratti di teste di animali.















