Con il suo ultimo romanzo La solitudine di Sonia e Sunny (Adelphi 2026), l’autrice ha trasformato la scrittura in una forma di resistenza: quello della sensazione di isolamento «è un tema politico, in senso ampio. Ma è così presente nella mia vita che mi interessava scriverne sia in termini emotivi sia intellettuali»Se scrivere un romanzo è un atto di devozione, Kiran Desai ha trasformato la scrittura in una forma di resistenza. Con La solitudine di Sonia e Sunny (Adelphi, 2026), l’autrice indiana torna al romanzo dopo quasi vent’anni di silenzio narrativo, consegnandoci un’opera monumentale: «Molti si chiedevano se stessi davvero lavorando, tutti quei giorni, tutti quegli anni. La risposta è sì. Sette giorni su sette. Ma la scrittura era diventata… la mia vita. E la mia vita non esisteva separatamente dal Per continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?CRISTINA KIRAN PIOTTIGiornalista freelance italo-indiana, laureata presso la scuola di giornalismo dell'Università di Milano e ha conseguito un Master in Approccio globale al management in India presso la Ca' Foscari Challenge School di Venezia. Vive tra Milano e Mumbai e collabora con diversi quotidiani e riviste italiane e indiane, tra cui D - Repubblica, Sole 24 Ore, HTSI, Wired e Mint.