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La guerra in Ucraina? È ormai un pareggio e la Russia sarebbe tecnicamente impossibilitata dal vincerla e dal far cadere il potere di Volodymyr Zelenski. L’analisi, quanto mai avversa a Vladimir Putin e agli elementi più oltranzisti e favorevoli alla guerra contro Kiev, non viene fuori da un think tank occidentale o da studiosi europei anti moscoviti. È il frutto di un’intervista rilasciata a Il Corriere della Sera dallo studioso russo Vasily Kashin, elemento di spicco della società russa.

In una lunga chiacchierata con Marco Imarisio, il direttore del Centro di studi europei e internazionali della Scuola Superiore di Economia non va molto per il sottile. “Nella fase attuale, l’obiettivo di ‘eliminare il regime antirusso’ in Ucraina è di fatto irraggiungibile, e che lo scenario più probabile è quello di un pareggio”.

L’analisi di colui il quale è considerato dai media russi “uno dei più noti ed autorevoli studiosi russi in materia militare”, è tutto fuorché campata in aria e anzi ha inaugurato quello che chiama “un nuovo realismo” sulla guerra in Ucraina e che ha letteralmente scatenato un acceso dibattito all’interno della comunità di esperti militari e dei blogger Z.

“È ora di renderci conto che tenendo conto degli aiuti occidentali ricevuti, sia in termini di equipaggiamento che di denaro, le capacità ucraine sono all’incirca pari al bilancio militare russo e superano le spese russe direttamente destinate all’Operazione militare speciale – spiega lo studioso – Per la Russia è tecnicamente impossibile una completa occupazione militare dell’intero Paese, e lo sarà ancora per un lungo periodo. Chi lo indica come un obiettivo reale, si sbaglia. Non è realizzabile nell’ambito dell’Operazione militare speciale, e non dovrebbe essere neppure menzionato”.