di
Marco Imarisio
Il «falco» vicino al Cremlino e il suo pamphlet che ha fatto discutere: «La prosa di ferro della realtà». «Non è nel nostro interesse sprecare risorse industriali e tecnologiche per conquistare piccoli villaggi ucraini, perseguendo obiettivi immaginari»
«Lei conosce il villaggio di Malaya Tolmachka? Ecco, io credo che l’Operazione militare speciale sia un elemento del confronto più ampio con l’Europa, e in misura minore con gli Stati Uniti, il cui esito dipende soprattutto dalla ristrutturazione della nostra industria e della sua base tecnologica, dai cambiamenti nella politica economica e dalla creazione di forze armate più moderne. Proprio per questo, non è nel nostro interesse sprecare all’infinito queste risorse nei pressi di un piccolo villaggio ucraino, perseguendo obiettivi immaginari».
Sono quasi due settimane che la comunità russa degli esperti militari e dei blogger Z è in subbuglio e si è divisa sulle sorti della guerra in Ucraina. A scatenare il dibattito è stato un lungo articolo di Vasily Kashin, direttore del Centro di studi europei e internazionali della Scuola Superiore di Economia, intitolato «La prosa di ferro della realtà», e pubblicato su La Russia nella politica globale, una rivista finanziata dal governo, in pratica la Bibbia dei falchi di guerra.









