«La cosa più triste è che non sono solo i fatti a essere spaventosi, ma anche le incredibili dinamiche che minacciano di spazzare via tutte le conquiste, i sacrifici fatti e i piani di una guerra che va avanti da dodici anni» scrive MartynoVa di Donetsk. Si definisce “esperta della vita in zona di guerra” e ha 6892 iscritti su Telegram. Descrive una situazione che le autorità russe non riescono più a dissimulare e che MartynoVa definisce «un’estate di terrore sanguinoso».

Basta “navigare” per un po’ sui social per farsi un’idea. C’è chi filma un Hornet ucraino che pattuglia indisturbato l’autostrada in attesa di una preda, chi la prende con ironia e posta auto trainate da mute di cani, chi si vanta di «poter andare a lavoro in macchina» su strade semi-deserte. C’è chi si mostra visibilmente incazzato, come la donna che ha portato i tre figli in vacanza a Eupatoria, sulle rive del Mar Nero, e da due giorni non riesce a trovare una stazione di servizio: «Cosa dobbiamo fare con tre figli? Camminare? Perché nessuno pensa ai turisti?». Surreale.

Anche perché le forze speciali ucraine continuano a colpire con precisione chirurgica snodi nevralgici della logistica russa, segno che si tratta di una strategia studiata da tempo, con un obiettivo chiaro e adesso favorito dalla prevalenza tecnologica e dal deterioramento della capacità di combattimento e di reclutamento dell’esercito di Putin. Solo nella notte tra sabato e domenica gli ucraini in Crimea hanno messo fuori uso il deposito petrolifero di Semykolodezianska e il terminal marittimo di Feodosia: hub di stoccaggio del carburante e del gas – necessari a rifornire il primo la macchina militare, l’altro la popolazione della penisola occupata – che si trovano a oltre duecento chilometri dalla linea del fronte. «L’Ucraina fa con efficacia ciò che l’Iran ha fatto con lo Stretto di Hormuz – nota ChrisO_wiki, blogger militare con 250 mila follower su X -: avrebbe spaventato così tanto le compagnie di assicurazione russe che tutte le forniture di petrolio trasportate da camionisti civili verso la Crimea e l’Ucraina meridionale sono bloccate per il timore dei droni».