NARRAZIONI Un romanzo pubblicato da iacobelli editore. Oggi se ne discuterà a Palermo con l'autrice
In La somiglianza (iacobelli editore, pp. 156, euro 16, postfazione di Maria Rosa Cutrufelli), Gisella Modica esplora il profondo legame tra memoria, appartenenza e identità. Il borgo siciliano che fa da sfondo è uno spazio ricco di tensioni, un campo di forza e desideri, conflitti e trasformazioni, ed è lì che si muove la protagonista, Amalia. È lei che torna nei luoghi dell’infanzia per confrontarsi con la figura del nonno don Fifì: «Sarà una storia di somiglianze, di malintesi e di cose dette a metà. Di doppie verità e doppie facce. Una storia di luci e ombre». Se «il sangue non mente», per tutta la vita Amalia teme che quella somiglianza con il nonno – reale, tramandata, proiettata – la definisca.
Più che un personaggio, don Fifì è una presenza: benefattore per alcuni, uomo temuto per altri, figura che la memoria collettiva ha mutato. Amalia cresce sotto il segno di questa eredità, fino a percepirlo come «la mia ombra». Quando decide di raccontarne la storia, comprende che la sua identità non può essere ridotta né a un’eredità biologica né a una mitologia di famiglia. Tra autobiografia, riflessione civile, memoria privata e interrogazione storica il tema del libro non è la ricerca di una verità assoluta sul passato, bensì il modo in cui le storie si trasmettono e si sedimentano nelle generazioni. Modica costruisce un romanzo fatto di immagini, ritorni e variazioni, riflettendo lucidamente sulla dimensione simbolica e la natura sfuggente di ciò che sopravvive. Ne emerge una riflessione sul lavoro necessario per abitare la propria eredità senza esserne dominati, sulla complessità delle radici e sul potere enorme di esplorarle.









