La giornata conclusiva del Memoria Festival di Mirandola prevede oggi, alle 11.30 al Teatro della Memoria, un incontro intimo e profondo. L’attrice, registra, scrittrice (e pure cuoca sopraffina) Serra Yilmaz, ripercorrerà le pagine e la storia del suo ultimo libro, ‘Cara Istanbul’(Rizzoli), in dialogo con Nicola Pozzati. Un’occasione per scoprire una Serra Yilmaz lontana dai set cinematografici, immersa in un racconto che funge da ponte tra le radici turche e la vita in Italia.

‘Cara Istanbul’: perché ha deciso di scriverlo proprio adesso?

"A dire la verità non l’ho deciso io: avevo in mente un progetto di libro con ricette e aneddoti, ma mentre ci pensavo è arrivata una proposta da Rizzoli. È stato un processo naturale che ho accolto con entusiasmo".

Com’è cambiata la città rispetto alla sua infanzia?

"Totalmente, al 100%. Oggi ci sono 19 milioni di abitanti in più. Della città originale resta pochissimo: rimane solo il Bosforo, perché non sono ancora riusciti a riempirlo per costruirci sopra. Il paese è cresciuto senza pianificazione, pensando solo a riempirsi le tasche costruendo palazzi brutti per stipare milioni di persone".