Un libro sotto l’ombrellone.05 luglio 2026 alle 00:30“Soltanto il giorno” (Giunti) è un emozionante feuilleton storico

«Nel romanzo ho cercato di raccontare un momento di passaggio: un mondo ancora profondamente segnato dalle gerarchie tradizionali, ma nel quale iniziano a comparire persone che, pur senza avere potere, cominciano a pensare di meritare qualcosa di diverso. La mia bisnonna è una di loro. Non è una rivoluzionaria in senso politico, ma è una donna che, poco alla volta, smette di considerare naturale l'ingiustizia».

“Soltanto il giorno” (Giunti, 492 pagine, 20 euro) è il primo romanzo di Santina Cosetta, nata a Messina nel 1979 insegnante di Lettere a La Spezia dove vive. Raccontando la storia della sua bisnonna Marianna vissuta in Sicilia, ad Avola, dalla nascita nel 1885 e poi durante la Prima Guerra Mondiale e il fascismo, tratteggia il profilo d’una giovane donna altera che passa attraverso infinite tribolazioni. Quasi un feuilleton che scarica emozioni in ogni pagina.

Professoressa, una vita un po’ sofferta quella della sua bisnonna?

«Sì, ma sorretta sempre da una grande dignità. Fino a 9 anni ha un’infanzia confortevole grazie a Lisetta, una donna sola che l’alleva dopo che la madre l’ha rifiutata, e le insegna a leggere e a curare le malattie con le erbe. Ma quando la lascia per raggiungere il marito emigrato in America, per Marianna il ritorno in famiglia con un padre abulico, una sorella e un fratello poco disponibili nei suoi confronti cominciano le difficoltà. Ceduta come serva ai proprietari di una villa nel ragusano, da sguattera tenace, in una cucina di cuoche nevrotiche e governanti isteriche da un’estate all’altra cresce e conosce l’amore con un giovane ospite senza mai abbassare la testa, fiera, decisa e irremovibile. Un carattere forte che saprà gestire una vita sempre sull’orlo del precipizio, una ragazza madre vigile e incorruttibile.»