Il progetto Stratos promette potenza per l’intelligenza artificiale, ma nel deserto dello Utah acqua, calore ed emissioni fanno già discutere
©Stratos
Nel deserto dello Utah l’intelligenza artificiale ha un aspetto molto meno immateriale di quanto ci piaccia raccontarci: gas, tubi, ventole, acqua contesa e una valle che rischia di diventare ancora più calda. Il progetto si chiama Stratos e dovrebbe nascere nella contea di Box Elder, a nord del Great Salt Lake, il grande lago salato già da anni al centro di una crisi ambientale pesantissima.
Sulla carta è un campus per alimentare cloud computing, intelligenza artificiale e operazioni legate alla difesa. Nella pratica è un’infrastruttura gigantesca: l’area complessiva indicata nei documenti ufficiali arriva a circa 40mila acri, oltre 16mila ettari, anche se le autorità precisano che gran parte del terreno resterebbe libera e che il data center occuperebbe solo una frazione dell’area. Il progetto ha ricevuto il via libera della Military Installation Development Authority dello Utah e della contea di Box Elder, ma il percorso resta lungo: servono ancora autorizzazioni ambientali, permessi sull’aria, sull’acqua, sugli scarichi e sui diritti idrici.









