L'infrastruttura fisica dell'intelligenza artificiale consuma acqua a ritmi industriali proprio mentre oltre il 63% degli Stati Uniti affronta una siccit� straordinaria. Nel 2025 i data center dedicati all'elaborazione dei modelli IA hanno consumato quasi 1.000 miliardi di litri d'acqua, un volume pari al fabbisogno annuo di 1,8 milioni di cittadini americani. I server che alimentano chatbot, generatori di immagini e motori di ricerca consumano circa 2 miliardi di litri al giorno, eguagliando l'intera impronta idrica dell'industria globale dell'acqua in bottiglia.

Al contempo, le grandi aziende tecnologiche (Microsoft, Google, Amazon, Meta e OpenAI) portano avanti piani di espansione massicci sul territorio statunitense. Per evitare il surriscaldamento dei chip ad alte prestazioni, i complessi di calcolo si affidano a sistemi di raffreddamento evaporativo che consumano milioni di litri d'acqua al giorno per singola struttura. Questa impronta idrica si scontra con una crisi climatica che vede i bacini idrici ai minimi storici nel sud-est, nel Midwest e nel sud-ovest degli Stati Uniti.

La crisi delle risorse locali e il nodo delle tariffe elettriche

� da tempo che gli esperti avvisano a riguardo della problematica: Jon Meyer (assistente climatologo dello stato dell'Utah) avverte che l'idrologia dell'Ovest � ormai fuori sincronia rispetto ai ritmi storici, mentre in Colorado il manto nevoso montano si trova in condizioni critiche. Persino la Florida sta registrando la peggiore siccit� del secolo, evidenziando una vulnerabilit� sistemica. In Tennessee, la Tennessee Valley Authority (TVA) ha registrato livelli di deflusso idrico tra i quattro pi� bassi degli ultimi 152 anni. Ciononostante, lo stato sta diventando un polo nevralgico per l'infrastruttura IA, ospitando tra gli altri il colossale impianto xAI di Elon Musk a Memphis.