L'espansione dell'intelligenza artificiale porta pesa sempre più sui consumi energetici globali. Secondo le proiezioni, entro la fine del decennio i datacenter potrebbero assorbire tra il 9 e il 17 percento dell'intera produzione elettrica degli Stati Uniti. Di questa quota, circa un terzo sarebbe legato esclusivamente al raffreddamento dei chip.

È in questo segmento che si inserisce Ferveret, una startup che intende applicare principi mutuati dall'ingegneria nucleare per rendere il raffreddamento dei server significativamente più efficiente, eliminando al contempo il consumo idrico.

L'azienda è stata fondata da Reza Azizian e Matteo Bucci. Azizian ha condotto ricerca post-dottorale al MIT nell'ambito dell'ingegneria nucleare, per poi transitare nell'industria tecnologica: ha lavorato allo sviluppo del visore HoloLens di Microsoft e successivamente in NVIDIA. Bucci, dal canto suo, è rimasto in ambito accademico diventando Associate Professor presso il Dipartimento di Ingegneria Nucleare del MIT.

Nel 2017, Azizian visitò per la prima volta un datacenter e rimase colpito dall'inefficienza del sistema di raffreddamento ad aria. "Una tecnologia vecchia di cinquant'anni che nessuno si preoccupava di aggiornare, perché non penalizzava le prestazioni", ha commentato sulle pagine di MIT Technology Review. Da quell'osservazione è scattata la scintilla che ha portato a fondare Ferveret nel 2021.