La crescita dell’Intelligenza Artificiale ha trasformato i data center in impianti con densità energetiche impensabili fino a pochi anni fa.

I rack che ospitano acceleratori per l’addestramento dei modelli generativi assorbono centinaia di kilowatt e producono enormi quantità di calore. Il raffreddamento ad aria, soluzione dominante per decenni, non regge più i carichi attuali. Per questo NVIDIA ha presentato una nuova architettura di raffreddamento per l’infrastruttura Rubin che utilizza liquido a 45 gradi, con l’obiettivo dichiarato di ridurre drasticamente consumi energetici e utilizzo dell’acqua nei data center AI.

Come funziona il sistema di raffreddamento Rubin

Il sistema impiega un circuito chiuso nel quale scorre un fluido composto per circa il 75% da acqua e per il 25% da glicole propilenico. Il liquido attraversa le piastre di raffreddamento installate direttamente sopra processori e componenti critici, assorbendo il calore generato durante il funzionamento.

Il fluido entra nei server a circa 45 gradi ed esce intorno ai 55 senza compromettere le prestazioni operative dell’hardware. A differenza dei sistemi tradizionali, l’architettura Rubin raffredda a liquido ogni componente principale, incluse le apparecchiature di rete, eliminando completamente le ventole. Questo riduce sia il consumo energetico sia il rumore prodotto dalle infrastrutture ad alta densità. NVIDIA stima che un aumento di appena un grado nella temperatura operativa dei sistemi di refrigerazione possa ridurre di circa il 4% i costi energetici associati al raffreddamento.