I nuovi server AI di Nvidia usano raffreddamento liquido chiuso: meno torri evaporative, meno acqua, e una domanda che rimane aperta
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Il caldo preso alla fonteL’acqua che i data center si bevonoPiù efficienza, più fame di AI
Nei data center dell’intelligenza artificiale il problema arriva sempre dal calore. Ogni richiesta, ogni modello addestrato, ogni risposta generata passa da chip potentissimi che lavorano stretti, accesi, affamati di energia. E quando l’hardware corre così, qualcuno deve portare via il caldo. Per anni lo hanno fatto grandi impianti di raffreddamento, aria spinta tra corridoi freddi e corridoi caldi, torri evaporative, acqua che assorbe calore e poi se ne va in vapore. Funziona. Solo che quel “funziona” presenta un conto sempre più difficile da ignorare.












