Domenica si vota in Armenia in quello che, più che un rinnovo del parlamento, sembra un referendum sul destino del Paese.

Il premier, Nikol Pashinyan, arriva con tutti i sondaggi a favore.

Ma sull’esito del voto si allunga l’ombra di Mosca, con minacce e interventi di guerra ibrida che ieri hanno portato la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, a manifestare pubblicamente il suo appoggio alla piccola repubblica caucasica e a un premier che ha iniziato a fare quello che a molti fino a pochi anni fa sembrava impossibile: sottrarre Erevan all’influenza russa.

Il vero senso del voto è tutto qui.

Gli armeni dovranno decidere se porre fine al decennale isolamento del Paese o se fare tornare tutto come prima.