La riforma della medicina territoriale, che punta a far lavorare i medici di famiglia nelle Case di comunità realizzate con i fondi del Pnrr, divide il governo. E la polemica si sposta dal terreno sindacale a quello politico. A esprimere "forti dubbi" è la Lega che si dice "pronta a lavorare per una vera riforma condivisa". Ma il sottosegretario alla salute Marcello Gemmato tira dritto: "Le case di comunità saranno aperte nei tempi previsti", assicura.

Scettiche le opposizioni, convinte che proprio dal partito del sottosegretario, FdI, arrivi in realtà il fuoco amico: "lavoravano nell'ombra per far saltare tutto", accusa il Pd. Avs chiede a Meloni di riferire in Parlamento. Mentre i cinque stelle denunciano "veti e resistenze corporative". Nella polemica entrano a gamba tesa anche i medici di famiglia per ribadire che la riforma Schillaci era e resta "dannosa e calata dall'alto".

A far discutere è la bozza di decreto legge per la riforma della medicina territoriale presentata dal ministro della Salute Orazio Schillaci alle Regioni e accolta con polemica dai diretti interessati. A squarciare il silenzio degli ultimi giorni, le indiscrezioni su una spaccatura nella maggioranza, cavalcata dai dem. "Il governo Meloni è imploso su un provvedimento che aveva costruito da solo, in casa propria - afferma Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in Commissione affari sociali - mentre parlamentari di FdI e Forza Italia lavoravano nell'ombra per far saltare tutto, con il sottosegretario Gemmato che incontrava i sindacati medici per rassicurarli che la riforma non avrebbe visto la luce".