La decisione sarebbe stata comunicata dal capo di gabinetto del ministero della Salute Marco Mattei agli assessori regionali alla sanità

Il ministero della Salute rinuncia alla riforma della medicina territoriale che prevedeva, tramite decreto legge, l’inserimento dei medici di famiglia nelle Case di Comunità e il passaggio alla dipendenza per una parte di loro. Secondo quanto si apprende da fonti ministeriali, la decisione è stata comunicata dal capo di gabinetto del ministro Orazio Schillaci, Marco Mattei, agli assessori regionali alla sanità. La marcia indietro – scrive la Repubblica – ha fatto infuriare l’assessore alla Salute della Lombardia Guido Bertolaso, che ha detto di dimettersi dal ruolo di vice coordinatore degli assessori e ha lasciato la riunione.

Cosa rimane del decreto

Il decreto dovrebbe essere sostituito da un accordo da approvare tramite un emendamento a un provvedimento del Governo oppure da inserire nell’atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione della medicina di famiglia. Il capo di gabinetto ha spiegato che ai medici verrà richiesto di dedicare sei ore di attività alle Case di Comunità, con l’obiettivo di coprire il fabbisogno di personale nelle nuove strutture finanziate dal Pnrr, ancora carente in quasi tutte le Regioni, ad eccezione della Toscana e dell’Emilia-Romagna. In una fase successiva, ha aggiunto il funzionario, prenderà avvio la riforma vera e propria, che riproporrà – pur senza intervenire sul tema della dipendenza – alcune delle misure previste nella bozza di decreto legge, tra cui l’istituzione della specializzazione in medicina generale e l’estensione dell’assistenza pediatrica fino ai 18 anni di età.